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“UN PAESE RASO AL SUOLO”

L’ultimo evento sismico, in ordine di tempo, che ha interessato l’Italia è stato il terremoto che ha scosso l’Appennino centrale (Mw 6.0), in particolare i comuni nei pressi di Accumoli e Amatricenell’agosto 2016.
Lo scenario di danno, a seguito dell’evento sismico, è risultato piuttosto irregolare, con gravi danneggiamenti e crolli concentrati in zone specifiche. La maggior parte dei collassi strutturali ha interessato le costruzioni in muratura dei centri storici, anche in questo caso caratterizzate da murature a tessitura fortemente irregolare e di qualità molto scadente: la tradizione costruttiva nei versanti Appenninici dell’Italia centrale, infatti, vede l’impiego di pietra naturale, di differente pezzatura, in genere arrotondata e assemblata incoerentemente, senza giunti di malta consistenti. Le strutture verticali sono costituite da una parete a doppio strato, priva di connessioni e riempite con materiale sciolto e abbondante malta con bassissimi tenori di legante. La scarsa capacità sismica di tali costruzioni, estremamente vulnerabili per le proprie caratteristiche intrinseche, è stata ulteriormente accresciuta dalle trasformazioni che esse hanno subito nel tempo e da alcuni interventi che hanno compromesso l’integrità degli edifici. E’ da sottolineare tuttavia, che a fianco di ragioni prettamente legate alla vulnerabilità di questi edifici, nell’irregolare distribuzione del danno hanno contribuito anche fattori legati al sito: molti borghi e frazioni erano infatti realizzati su versanti e crinali. All’evento sismico il borgo storico di Amatrice ha visto sovrapporsi una vasta operazione di abbattimenti degli edifici pericolanti.

Il borgo di Amatrice rappresenta un tipico esempio di quanto i nostri centri storici siano vulnerabili a fronte di un evento sismico: la foto zenitale prima e dopo il sisma dà ragione di cosa si può perdere ogni volta che si verifica un terremoto.

 

 

 

 

 

 

 

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